Towers Open Fire

Immagine

1963, UK, 9′ 29″, Bianco e nero
Regia: Antony Balch
Screenplay: William S. Burroughs
Cast: Antony Balch, William S. Burroughs, David Jacobs, Bachoo Sen, Alexander Trocchi

Letteralmente: Torri aprire il fuoco.

Questo è il titolo del cortometraggio sperimentale diretto da Antony Balch un regista appassionato di film Horror e Sexploitation.Scritto da William Seward Burroughs,conosciuto per libri come Il pasto nudo e La scimmia sulla schiena entrambi romanzi semi-autobiografici riguardanti le sue esperienze con le droghe. Con la partecipazione di Alexander Trocchi,scrittore di racconti pornografici, Towers Open Fire è il sirultato di queste menti straordinariamente deviate. Sono stato letteralmente risucchiato dal bianco e nero e dalle immagini visionarie presenti in questo corto,ma non riuscivo a capirne il significato così l’ho visto e rivisto più volte ma senza alcun risultato. Poi ho cominciato a riflettere sulla figura di Burroughs,sul movimento della Beat Generation e ho finalmente trovato una chiave di lettura.

Sebbene duri neanche dieci minuti non è possibile tracciare una trama,il corto in questione offre una serie di immagini onirico-surreali, una sorta di flusso di coscienza,inizianti con Bela Lugosi,l’attore che interpretava Dracula, e una voce di sottofondo,probabilmente Burroughs stesso, che ripete:

Maledizione torna indietro

Indietro al diavolo al dolore e alla mancanza

Maledizione torna indietro

Indietro con il diavolo la paura e il buio

Freccia d’argento nella notte

Freccia d’argento prendi il tuo volo

Freccia d’argento cerca e distruggi

Cuore che maledice e mente che maledice.

Una serie di immagini disturbate ci fanno largo verso delle pagine di libro che vengono strappate e ripiegate. Il bianco e nero sgranato della pellicola è trafitto da parole intraducibili,distorte e interrotte a cui si aggiungono degli intermezzi musicali mediorientali.Si percepisce solo qualche parola riguardante la guerra.Poi appare lui,Burroughs,che si prepara una dose di eroina e se la inietta in vena.ImmagineImmagine

Ritengo che questo cortometraggio sia un’applicazione della tencica del Cut Up utilizzata da Burroughs nei suoi romanzi.Questa tecnica letteraria consiste nello scrivere un testo che poi andra ritagliato a caso e ricomposto senza un’apparente logica.Il testo infatti nonostante non mantenga una corretta sintassi conserva il filo logico. Ecco il perchè delle pagine strappate e della voce intraducibile.
Le immagini scorrono velocissime,indistinguibili, mentre un uomo fissa ad occhi chiusi una macchina rotante a pochi centimetri dal suo naso.

“Had a transcendental storm of colour visions today in the bus going to Marseilles. We ran through a long avenue of trees and I closed my eyes against the setting sun. An overwhelming flood of intensely bright colors exploded behind my eyelids: a multidimensional kaleidoscope whirling out through space. I was swept out of time. I was out in a world of infinite number. The vision stopped abruptly as we left the trees. Was that a vision? What happened to me?”

Dal diario di
Brion Gysin
Dicembre 21, 1958

ImmagineL’uomo in questione è Brion Gysin, anche lui utilizzatore del cut-up nei dipinti. Lui cercava di costruire pagine di sole parole tuttavia tali pagine dovevano essere belle anche a vedersi. All’inizio degli anni sessanta assieme a Ian Sommerville inventò la Dream-machine costituita da un rotolo sottile perforato che poggiava su un giradischi con all’interno una luce. Con la rotazione continua del cilindro l’osservatore veniva “bombardato” dalla luce che però risultava discontinua,intermittente ad una frequenza tra le 7 e 13 pulsazioni al secondo. La stessa frequenza viene registrata con un’elettroencefalografia e che riporta tali frequenze nel Ritmo Alfa (8 ai 13.9 hertz per l’esatteza) tipiche della veglia ad occhi chiusi e degli istanti precedenti l’addormentamento.Come se tutto quello che stiamo vedendo altro non fosse che un sogno ad occhi aperti.L’utilità della Dreamachine starebbe nello stimolare il nervo ottico così da alterare l’attività elettrica cerebrale. Chiunque la abbia osservata descrive visioni colorate caleidoscopiche “proiettate” dietro le palpebre, Queste visioni possono evolvere fino ad assumere forme concrete e dare l’impressione di stare sognando (da qui il nome dreamachine ovvero macchina dei sogni).

Il filmato infatti finisce con un uomo che dopo aver ballato,sedendo su di un marciapiede,si accende una sigaretta e sollevando lo sguardo al cielo ha delle visioni coloratissime e caleidoscopiche che si concludono con l’irruzione di un soldato che indossa una maschera antigas.

Ciò che è stato teorizzato da Burroughs e Gysin, e dai dadaisti prima di loro, è un virus che attacca il linguaggio e lo devasta, rendendolo inconoscibile,una sorta di estremizzazione del flusso di coscienza, tuttavia le immagini non son poi così mischiate da nasconderci la critica della Beat Generation nei confronti della guerra in Vietnam. Voi cosa ne pensate?

Volete costruire la vostra Dream-machine?

http://www.noah.org/science/dreamachine/

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