La Mafia Russa (Parte 2)

 Continua la traduzione dell’articolo di Federico Varese “The society of vory-v-zakone 1930-1950”. In questa parte viene spiegato il rito d’iniziazione alla confraternita criminale.

V.I. Monakhov, uno dei primi studiosi della società criminale, descrisse la paternità che incorona un vor, conosciuta come l’assemblea (Skhoda). Previa raccomandazione dei membri, l’assemblea accettava “l’apprendista” nella società e il nuovo vor prestava giuramento:”Come un ragazzo, ho messo piede nella via del ladro. Giuro davanti ai vory che sono presenti in questa assemblea di essere un ladro degno, e di non cadere in inganno dei membri della Čeka.

La versione di Monakhov sul rituale d’iniziazione è confermata dal resoconto di un vor chiamato Ch. che fù avvertito dai suoi mentori riguardo la punizione che avrebbe ricevuto se non fosse riuscito a rispettare il giuramento. Un vor che avesse fatto ciò sarebbe diventato,agli occhi della confraternita, un legavyi, l’equivalente di uno sbirro o di un infame secondo la Mafia Siciliana. Questo era il peggiore degli insulti che un vor potesse ricevere.
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Un documento della polizia degli anni cinquanta descrive la cerimonia di iniziazione che ebbe luogo in una prigione di transito nel Territorio di Krasnojarsk (è una divisione amministrativa della Federazione Russa, situata nella Siberia centrale nda) in circostanze piuttosto inusuali, dove 10 celle furono messe da parte per ospitare i criminali più incalliti. Confinati in isolamento, i criminali fuorno costretti ad effettuare la cerimonia d’iniziazione per iscritto,con carta e penna. I fogli furono in seguito confiscati dalla polizia,che scrissero un rapporto sull’accaduto. Secondo quanto detto dalla polizia, una nota (ksiva) che raccomandava un novizio (maliutka) fù passata da una cella all’altra. Questa nota elogiava il novizio il quale possedeva le giuste qualità per essere ammesso nella famiglia dei vory. In particolare i suoi mentori scrissero:”Il suo comportamento e le aspirazioni sono totalmente conformi con la visione del mondo dei vory”; lui ” ha sfidato per molto tempo la disciplina presente nel Campo e non è mai uscito dall’isolamento. Alla richiesta dei membri più anziani ha raccolto soldi per diversi mesi dagli altri prigionieri in una delle sub-unità del Campo. (I soldi erano chiamati “benedizione dei ladri” (blago vorvoskoe) La quota da lui raccolta è pari al pizzo da noi richiesto. Anche se è ancora giovane, la sua visione del mondo è notevole in conformità con la nostra. Noi siamo fieri di accettare nuovi membri nella Famiglia”. La prima cella che ricevette tale nota fù inequivocabilmente positiva nella sua risposta:”Questo ragazzo sarò un Ladro-nella-legge. Che Dio lo benedica”. La seconda cella fu anch’essa a favore,anche se un po ‘meno entusiasta:” Se la sua anima è pura,lasciatelo entrare”. Senza alcun apparente obiezione da parte degli altri membri, il novizio divenne un nuovo membro della confraternita.
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L’arcipelago Gulag

I vory furono la cerchia di èlite di una vastissimo gruppo criminale. Per quelli che aspiravano a diventare vory,o nel gergo della Mafia siciliana, essere un “membro formato”, cioè chi appartiene allo stesso ambiente e che si attiene a determinate regole di comportamento.

Dall’esterno i blatnye e i vor potevano sembrare la stessa cosa ma non lo erano. Infatti molte fonti utilizzano questi due termini per esprimere lo stesso concetto. Ma già all’interno dei vory stessi esiste una distinzione tra giovani e anziani. Per esempio, Ch attibuisce ai membri più anziani (parkhany) la podestà di potersi opporre alla sua giovane età. Ad ogni modo la confraternita era una società di eguali, i parkhany erano vory anziani con una autorità morale.
Nel corso dell’iniziazione venivano assegnati dei soprannomi. Il soprannome che il vor riceveva era discutibilmente diverso da uno ordinario (klichka). Segnava la nuova vita che il criminale avrebbe intrapreso. Così come era pratica comune in altre società segrete e ordini religiosi (come la chiesa cattolica), il soprannome corrispondeva ad un nuovo battesimo per il vor. Come osservato da Likhachev:” l’adozione di un soprannome è un atto di transizione necessario per la sfera dei vory (era come prendere dei voti)”. Ch ricorda che alla sua cerimonia potè finalmente abbandonare il suo vecchio soprannome malysh (quello giovane) per uno nuovo che scelse lui stesso, likhoi (ardito).La notizia dell’incoronazione si diffuse in tutti i campi, attraverso il “sistema postale” di prigione fra ladri.
I vory furono una confraternita di eguali e l’iniziazione era sufficiente ad ottenere una piena adesione alla confraternita. Tuttavia, una distinzione si riscontrava fra i giovani e gli anziani. Per esempio, Ch. Si riferisce ai membri anziani (pakhany). Sebbene le confraternita fosse una società fra eguali, i pakhany erano i vory più anziani con una particolare autorità morale. I nuovi membri venivano messi alla prova dai blatnye, il più ampio circolo di criminali professionisti che si avvicendava attorno ai vory.
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