Quella volta in cui Bukowski pianse

Bukowski e Linda King - 2

Ammetto di aver rubato. L’ho fatto in svariate occasioni. Il più delle volte avveniva per fesserie,oggetti da poco. Quegli oggetti non li avrebbe comprati nessuno e nessuno li avrebbe usati.Infatti si può dire li abbia semplicemente spostati dal negozio a casa mia. Forse è per questo che stanno accumulando polvere nella mia stanza. Altre volte ho rubato cose davvero interessanti per l’appunto quasi tutta la bibliografia di Bukowski. Li ho letti tutti e continuo a farlo tutt’ora, ma l’ho sempre tenuto per me,Bukowski intendo. Troppo inflazionato tra i giovani dalle facili citazioni. Ma oggi sono particolarmente egro e abulico da abbassare il muro e mostrarvi qualcosa di intimo. In una video-intervista poco prima della sua dipartita Bukowski legge una poesia intitolata “La Doccia” contenuta in Donne.

Dopo ci piace fare la doccia

io l’acqua la voglio più calda

di quanto la voglia lei

e la sua faccia è mite e serena

Prima mi lava lei

mi insapona le palle

solleva le palle

le spreme

poi lava l’uccello

“Ehi, è ancora duro!”

poi insapona i peli

il ventre, la schiena

il collo, le gambe,

io sorrido, sorrido, sorrido

e poi sono io a lavare lei

ancora un bacio

ed è lei la prima ad uscire

si asciuga

a volte canta

mentre rimango dentro

apro l’acqua calda

e mi godo il miracolo dell’amore

Linda, sei tu che me l’hai regalato.

Quando me lo porterai via,

fallo lentamente,

con destrezza

come se stessi morendo nel sonno

e non da sveglio.

E così sia.


Dopo averla letta si commuove. Non avrei mai pensato di vedere lo “Zio Buck” piangere in pubblico. Subito dice all’intervistatore:

“Vedi, sto diventando sentimentale. Merda, scusate!
Questa è quella con cui mi sono lasciato dopo 5 anni
Ti ho letto la poesia sbagliata
Sto diventando sempre più vulnerabile”

Io sorrido e credo che l’avrebbe dovuta chiamare “The Wrong Poem” e non “The Shower” ma fa lo stesso. Purtroppo per voi non sono riuscito a trovare l’intero documentario dove invece l’intervistatore incalza:
I:Qual’è la sua definizione dell’amore?
Bukowski: L’amore … è come quando vedi la nebbia la mattina prima che sorga il sole
Dura poco e poi scompare
I: Davvero?
B: Certo
I: Scompare?
B: Si. Velocemente. L’amore è una nebbia che scompare all’apparire della realtà.

I: Mi parli di lei
B: Nel cuore ho un uccello azzurro che vuole uscire, ma sono inflessibile
Gli dico: Rimani li dentro, non voglio che nessuno ti veda.
Nel cuore ho un uccello azzurro che vuole uscire
Ma io gli verso addosso whisky e aspiro il fumo delle sigarette
E le puttane e i baristi e i commessi del droghiere non sanno che è li
Nel cuore ho un uccello azzurro che vuole uscire, ma sono inflessibile
Gli dico: rimani nascosto, vuoi farmi andare fuori di testa?
Vuoi mandare all’aria tutto il mio lavoro?
Vuoi far saltare le vendite dei miei libri in Europa?
Nel cuore ho un uccello azzurro che vuole uscire
Ma sono troppo furbo, lo lascio uscire solo di notte qualche volta
Quando tutti dormono
Gli dico: io lo so, so che ci sei, non essere triste
Poi lo rimetto a posto, ma lui li dentro un pochino canta
Mica l’ho fatto davvero morire, dormiamo insieme così
Col nostro patto segreto
Ed è così grazioso da far piangere un uomo
Ma io non piango, e voi?

bukowski

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