Intervista a laCasta

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Capita sempre più spesso che io mi renda conto che la nazionalità dei miei ascolti musicali sia italiana. Non fraintendetemi, non è una scelta e nemmeno sterile campanilismo,semplicemente un caso. Un disco Italiano resta sempre più tempo sul giradischi di uno straniero (salvo dovute eccezioni). Fra le tante bands degne di nota da qualche tempo si è aggiunto un nuovo nome,quello di laCasta. Una giovane band pugliese che rapidamente hanno ottenuto grandi consensi presso gli amanti del metal. Qualche giorno fa ho avuto la fortuna,nonché il piacere di intervistare Mario Morgante,chitarrista del gruppo:

Ciao Mario, grazie per questa splendida opportunità, vuoi introdurci la tua band?

Innanzi tutto grazie a te che sei un amico e ci hai messo a disposizione del tuo tempo per scambiare qualche chiacchiera e condividerla nel tuo particolare blog. Arrivando alla domanda, i laCasta nascono tra la fine del 2012 e l’inizio del 2013 per la precisione a Monopoli (comune della provincia di Bari), dall’idea inizialmente soltanto di tre membri della band, cioè io alla chitarra, Marino Martellotta al basso e Tommaso Cavallo (Sbrough) alla batteria; in un secondo momento si è inserito anche Alessandro Donnaloia alla voce ed effetti dark ambient.

Il vostro nome è molto curioso e rimanda a tematiche quanto mai attuali. Pensando al vostro genere (Blackened Hardcore) viene quasi da pensare ad un ossimoro!

Simpatica osservazione! Certo sarebbe un ossimoro se “casta” stesse per “pura”… invece nel nostro caso questa parola indica i gruppi di potere che dominano il mondo, condizionandolo oltre ogni misura e in maniera sempre crescente e a volte devastante. Il nome della formazione prende quindi spunto dal sistema che ha circondato e tuttora circonda più che mai l’intero pianeta, dove proprio le caste hanno l’intero potere di manipolazione delle sorti sociali. La maggior parte delle nostre liriche, vomitate con disprezzo nei nostri  brani, trattano questo flagello ormai instauratosi al centro di tutto. Ecco perché, come segno di riluttanza, i nostri ‘rituali’ musicali avvengono nell’ombra e per di più dando le spalle agli adepti del pubblico astante.

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Il vostro sound è un misto di Black Metal e Hardcore, è stata una scelta stilistica innovativa fatta a tavolino oppure vi è venuto naturale?

Il genere musicale che trattiamo, come hai appena detto tu, tende a fondere quella che è la scena più moderna dell’hardcore di stampo cupo, ma nello stesso tempo violento, con la scena black metal, dove riecheggiano potenti riff dal suono saturo e break martellanti che dominano l’atmosfera. Ma oltre a questa solida base musicale, possiamo dire di prendere in considerazione parecchie sfaccettature di generi e sottogeneri estremi, ecco come arriviamo ad un’oscura e caotica melodia di stampo “infernale”. Per quanto riguarda la scelta dell’abbinamento stilistico musicale, questa sicuramente ci è venuta abbastanza in maniera naturale ascoltando massicciamente gruppi della scena, ormai di riferimento, affermatisi già da tempo nel mondo.

Qual è il vostro background musicale? Di cosa vi nutrite?

Come appena detto, alla base di tutto c’è una grossa dose di black metal miscelata ad un hardcore moderno e per di più pesantemente influenzato da generi metal estremi; ma ispirazioni che passano dal doom, al punk, al grind, allo sludge, fino ad arrivare al più moderno concetto di post-metal, ci caratterizzano per il nostro attuale sound nero e accattivante. C’è da dire che amalgamare il tutto, sin dal primo istante, non è stato affatto difficile, anzi il feeling si è instaurato quasi naturalmente all’interno del nostro nucleo. Infatti bastano pochi sguardi tra noi, durante lo studio di un pezzo, che subito si stabilisce se portare avanti un determinato riff portante o meno.

Da pochissimi giorni è uscito il vostro primo videoclip per la canzone “No Hope”. Credo rappresenti appieno le tematiche da voi trattate. Surriscaldamento globale, epidemie, guerre, cadaveri in decomposizione… tutte conseguenze derivanti dalle caste, che accrescendosi a discapito degli altri lasciano solo terra bruciata. Chi è l’autore del videoclip?

 Le tematiche racchiuse nel videoclip ufficiale di ‘No Hope’, tra l’altro uscito in esclusiva su BlankTV, ripropongono visivamente quelle che sono tutte le tematiche e tutte le situazioni che ci sono vicinissime, come anche spiegato prima per quanto riguarda tutto il nostro progetto; compresa la fotografia in bianco e nero e il cinema tedesco espressionista, amato da tutti noi quattro della band. Ci siamo affidati dunque ad un mio amico fraterno, Nello Rosato di Fasano (Brindisi), che grazie alla sua professionalità tecnico-artistica è riuscito appieno a creare proprio quello che noi volevamo trasmettere; immagini shock con uno scorrimento a flash e a tempo di musica. Possiamo ritenerci piuttosto soddisfatti del lavoro ottenuto, anche grazie ai numerosi riscontri positivi che stanno arrivando un po’ da tutto il mondo.

Il vostro primo lavoro si intitola “Encyclia”. L’enciclica è una lettera pastorale del Papa su materie dottrinali, morali o sociali, indirizzata ai vescovi della Chiesa stessa e, attraverso di loro, a tutti i fedeli. Qual è il vostro messaggio ai “fedeli”?

Ci piace sempre precisare che l’antica espressione latina ‘Encyclia’ designa quella che ai nostri giorni viene chiamata ‘Enciclica’; tuttavia originariamente si riferiva anche ai concetti di ‘Generale’ o ‘Circolare’, come per l’appunto suggeriscono alcune delle simbologie riportate all’interno dell’artwork (Uroboro), nonché il particolare tipo di sviluppo dell’insieme dei brani (che si susseguono ininterrottamente senza soluzione di continuità). Tirando le somme, ‘Encyclia’ è la nostra ‘lettera’ di ribellione, come hai ben detto tu, e di protesta rivolta all’intera umanità, scritta con sentimenti di rabbia e disdegno. Ed è soprattutto contro aspetti deleteri quali principalmente le manipolazioni della religione e della politica, che cercano in ogni modo di condizionare l’uomo, che noi ci scagliamo con forza e cerchiamo, tramite le nostre composizioni, di dare un messaggio chiaro e piuttosto esplicito all’ascoltatore.

Puoi spiegarci la raffigurazione in copertina?

In copertina abbiamo deciso di inserire un’incisione raffigurante un papa, estrapolata dall’antico trattato ‘Liber Chronicarum’ stampato a Norimberga nell’anno 1493, che nel nostro caso specifico intende simboleggiare, in sintesi, le deleterie manipolazioni sia a livello religioso che politico-sociale da parte dei poteri forti a livello globale.

laCasta-Encyclia

Come si è svolta la registrazione dell’album? Vi siete rivolti a qualche esperto?

‘Encyclia’ è stato autoprodotto ed è il nostro primo lavoro contenente alcuni dei primi brani da noi composti. Riguardo all’aspetto più propriamente tecnico, l’EP è stato registrato interamente nella nostra sala prove da un tecnico specializzato, Rudy Mitrotti, nostro amico da anni ed ex batterista della band Cyber Thrash Metal chiamata BIOERASER; il mixing ed il mastering sono stati invece realizzati da Luciano Robibaro (membro delle band Buffalo Grillz, NINELEVEN e No More Lies) presso lo ‘HighWatHertz studio.’; infine per gli ultimi ritocchi, parliamo cioè del sound design, ci siamo rivolti al meticoloso lavoro di Francesco Cervellera, anche lui nostro caro amico e nostro attuale tecnico del suono durante i nostri concerti.

Cosa avete in programma adesso?

A grandi linee il progetto, in primo luogo, è quello di portare sicuramente ‘Encyclia’ in giro con varie situazioni, come possono essere festival o concerti più piccoli, ma anche quello di iniziare ad impostare un eventuale full, dato che in cantiere di brani finiti e rifiniti ne abbiamo parecchi; sperando inoltre di poter essere prodotti da qualche etichetta di nostro gradimento.

Avete qualche data live in progetto?

Di concerti ne abbiamo già un bel po’ in programma, ma sicuramente anche altre situazioni di vario genere non ti nascondo che si stanno già muovendo. Comunque sui nostri social è possibile trovare, in continuo aggiornamento, tutte le date confermate con gli eventi ufficiali.

Come da tradizione lascio a te la scelta di una canzone di tuo gradimento con cui chiudere l’intervista.

 Il mio omaggio, a nome anche di tutto il resto del gruppo, va ai grandiosi nostrani ‘The Secret’. Quindi concluderei dedicando a te, a tutti i nostri fans e a tutti i lettori di quest’intervista, ‘Where It Ends’!

 

 

Contatti

Song: https://www.youtube.com/watch?v=BwTxF7zV4NI

Page: https://www.facebook.com/lacastaband?__mref=message_bubble

Instagram: https://www.instagram.com/lacastaband/

Soundcloud: https://soundcloud.com/lacasta-891610588

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Youtube:https://www.youtube.com/channel/UCn2m7E0HBU6w0UFC8JQHaXg

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