Jarno Custom Knives

Da un paio d’anni a questa parte ho iniziato ad appassionarmi ai coltelli,in realtà mi son sempre piaciuti, ed usandoli costantemente in quest’ultimo periodo ho cominciato davvero ad apprezzarne la loro utilità. Ricordo ancora il primo coltello che ho avuto,mi fu regalato dal mio padrino che vivendo molto lontano, me lo fece recapitare da mio padre il quale lo vedeva spesso. Era un semplicissimo Victorinox rosso,minuscolo, adatto alla mia età; aveva un coltellino,una lima e un ago per le reti. L’ho portato sempre con me fino a quando mi sono innamorato di una ragazza,la quale aveva una passione per gli oggetti piccoli. Morale della favola non ce l’ho più.

I coltelli, anche per la loro pericolosità hanno sempre generato in me un senso di fascinazione. Col passare degli anni la mia attenzione è ricaduta su un tipico coltello Finlandese, conosciuto come Puukko; questo coltello ha più di 2000 anni e per tutto questo tempo la sua forma è rimasta pressoché costante, viene impiegato per la caccia, per lo scuoio, per incidere il legno o per sfilettare  il pesce. Da sempre, e ancora oggi, i soldati finlandesi dotati di un Puukko, possono adoperarlo nei corpo a corpo o come baionetta su fucile d’assalto.

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Fucile D’assalto con Puukko

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Baionetta

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Anatomia di un Puukko

 

Ritrovare in  un oggetto inanimato come un coltello, un fidato compagno non è poi così semplice. Mi sono presto appassionato a questo tipo di coltelli, e ne ho subito acquistato uno che utilizzo tutte le settimane quando mi reco in montagna per girare nelle foreste o per quello che secondo me è il suo fine migliore:tagliare una bella bistecca! Essendo un coltello tradizionale dunque molto diffuso,il suo costo è contenuto specie se paragonato ad altri tipi di coltelli. Un’eccezione a questa regola è la reinterpretazione del celebre designer finlandese Tapio Wirkkala. Per diversi anni ho tenuto d’occhio le quotazioni di questo coltello e l’ho sempre desiderato ma il costo proibitivo mi ha frenato finché un giorno dopo tante ricerche sono riuscito ad aggiudicarmelo ad un prezzo davvero conveniente; il problema erano le condizioni del coltello stesso,che appariva molto usurato.

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Spinto dalla voglia di risistemarlo mi sono rivolto ad un coltellinaio specializzato in questo tipo di coltelli chiamato Jarno.Le sue opere mi hanno sempre affascinato e col tempo abbiamo stretto amicizia, chiacchierando e trascorrendo anche del tempo assieme. Un giorno sono andato a trovarlo nel suo laboratorio e mentre lui risistemava il mio nuovo Puukko ho colto l’occasione per approfondire  il suo rapporto con i coltelli con una piccola intervista che vi propongo qui.

 Qual è stato il tuo primo contatto con i coltelli?

I coltelli erano sempre presenti a casa della mia zia finlandese, fa parte della loro cultura. La vera “ossessione” è iniziata intorno ai sette anni quando sono andato nuovamente in Finlandia a trovare mio cugino e mi regalarono un Morakniv Classic 2. Lui ne aveva molti, aveva delle cassette di legno piene e quando andavo a trovarlo aprivamo queste cassette magiche ci caricavamo con coltelli che vi trovavamo all’interno e uscivamo a giocare. Devo dire però che i coltelli sono sempre stati presenti nella mia vita, anche quando andavo a scuola portavo sempre un coltellino nella tasca; erano sempre dei chiudibili,mi piacevano molto e pensavo che quelli a lama fissa fossero troppo grossi.Invece crescendo questa situazione si è invertita e mi sono ricreduto sui coltelli a lama fissa.

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Hai origini Finlandesi?

No,sono originario di Reggio Calabria. Mio padre appassionato di motociclette decise di chiamarmi Jarno in onore di Jarno Saarinen, celebre motociclista finlandese.

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Come hai iniziato a costruire coltelli?

Tutto è iniziato un paio d’anni fa quando sentivo il bisogno di fare un coltello a modo mio. Così,tramite un maestro coltellinaio di Reggio Calabria ho imparato le basi che servivano per poter iniziare. Abbiamo fatto solo un coltello assieme infatti il secondo ho cominciato a lavorarlo autonomamente. In seguito li ho mostrati ad un mio amico che possiede un negozio di coltelli il quale è rimasto molto colpito e ha deciso di provare a venderli nella sua bottega. Attualmente li vendo anche tramite internet.

Molti dei tuoi coltelli hanno il manico in ulivo,come mai questa scelta?

Per svariate ragioni, è un albero molto presente nella mia terra, ha un odore che a me piace molto,ma il motivo principale è perché abitavo a Lazzaro (RC) e lì avevo una casa fra mare e campagna dove c’erano tutti questi ulivi. Quando uscivo a giocare dovevo costruirmi delle armi e utilizzavo sempre i rami di ulivo che erano molto resistenti.

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Ho notato che sei specializzato sui coltelli a lama fissa piuttosto che sui chiudibili. Come mai questa scelta?

Per poter fare i chiudibili servono altre attrezzature,inoltre sono più laboriosi nella costruzione. Richiedono sicuramente più tempo rispetto ad un lama fissa e questo purtroppo rapportato al fine ultimo che è la vendita ne influenzerebbe il prezzo. Non è escluso però che io mi metta un giorno a realizzarli.

Dunque la vendita di coltelli non è solo un piacere ma un vero e proprio lavoro.

Io ho sempre lavorato nel settore delle vendite ma nel corso degli anni ho cambiato molte professioni. Ho cominciato vendendo microscopi per laboratori di analisi intorno ai 22 anni, dopo tre anni mi sono annoiato e ho deciso di andare in Inghilterra dove ho lavorato per la 3M, ma ho subito mollato visto che era una “copia” del lavoro che facevo prima. Così ho iniziato a lavorare come guida subacquea per un po di tempo e poi come rivenditore di motociclette per la Honda ed in seguito per la BMW. Ho intrapreso la carriera di agente immobiliare fino al 2011 dopo di che per via della crisi economica ho cercato di fare quello che capitava per mantermi e solo due anni fa ho ripreso a fare coltelli.

Quindi non solo una passione ma anche una necessità.

Beh possiamo dire che i coltelli “uniscono” e questo lavoro messo a confronto con altri mestieri risulta per me molto piacevole e mi permette di realizzarmi da un punto di vista creativo. Certo, la necessità di un guadagno ora come ora è piuttosto essenziale vista la mia condizione economica, ma nonostante tutto credo che anche se fossi stato ricco mi sarei cimentato in questo campo.

 

Ho voluto riportare alcune foto dei lavori di Jarno,sicuramente una piccola parte della sua intera collezione. Fra i materiali da lui utilizzati troviamo l’ebano,l’ulivo e la radica.

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Mi piace come questi coltelli vengano valorizzati nelle varie escursioni, che li rendono degli oggetti utili e non dei suppellettili.

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Jarno che fa canyoning

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Lavorare la legna per accendere un fuoco,tagliare una cima oppure una soppressata sono azioni che rendono questo coltello del tutto personale. Un’interpretazione che potremmo definire “meridionale” del coltello; mi viene infatti da ribattezzarlo  “Puukko Calabrese“.

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Se volete acquistare o semplicemente siete curiosi di vedere altri suoi lavori, potete visitare la sua pagina FB: Jarno Custom Knives

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