Mare Morbido e Naufraghi

 

Mare Morbido Mariantonietta Bagliato

 

Per diversi anni ho pensato che le gallerie d’arte contemporanea non avessero abbastanza spiegazioni delle opere esposte. Osservavo senza grosso entusiasmo tutto quello che non riuscivo a capire. È difficile approcciarsi ad un’opera d’arte, così come è difficile approcciarsi ad un altro o a se stessi. Ci sono tantissime barriere che innalziamo ancor prima d’incontrarci. Piano piano ho capito che per poter comprendere quello che vedevo dovevo spogliarmi di tante cose,cose difficili da togliere,che magari rimettevo subito addosso una volta distolto lo sguardo dall’opera. In questi ultimi anni sono cambiato molto. Adesso quando entro in Galleria non leggo neanche il nome dell’artista,corro subito all’opera e inizio a scavare dentro di me.

“Le letture, le opere degli altri artisti sono un po’ come le chiavi della macchina: permettono di mettere in moto ma poi devi avere l’auto e la benzina da metterci dentro per poter fare dei chilometri.”

Vinicio Capossela

Una volta ad un concerto di Vinicio Capossela fui turbato da una sua canzone chiamata      SS dei naufragati. Parlava del capitano di una nave che decideva di virare dritto verso la morte,portando con sé tutto il suo equipaggio. La presenza dal Coro della Cappella di S. Maurizio di Milano e la sua contestualizzazione ai fatti di cronaca di immigrati rendevano il tutto più funereo e cupo. È straziante pensare a quante vite siano affondate nel mare, a quanti ogni giorno combattono per riuscire a ritagliarsi un piccolo spazio nel mondo.

Quando sono entrato nella stanza con questo mare di cuscini mi sono sentito un naufrago sulla terraferma. Ho pensato a quante volte sono salpato per cercare qualcosa di meglio e a quanto ogni volta mi sentissi solo ad affrontare tutto. Questa cosa mi commuove ancora adesso mentre scrivo. Fortunatamente i colori dei cuscini hanno interrotto tutti questi pensieri e ho cominciato come un bambino a cercare quello che più mi rappresentasse. Quando alla fine mi sono trovato,sono tornato a vedere il mare e ho sorriso perché non ero solo.

Mariantonietta Bagliato

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