Sten Lex e Eltono alla Galleria Doppelgaenger

Sten LexOramai i miei rientri in Puglia si fanno sempre più frequenti. Anche il tempo libero a mia disposizione è aumentato,tuttavia la malinconia e le incognite per il mio futuro lavorativo non mi permettono di godere a pieno di questo periodo.

Fortunatamente vengo a sapere di alcune mostre presenti a Bari,tra le quali quella di Eltono e Sten Lex presso L’Associazione Culturale Doppelgaenger, all’interno di Palazzo Verrone nel cuore del centro storico di Bari.

La Street Art purtroppo è ancora legata, soprattutto qui da noi, a dei preconcetti che la vedono come qualcosa di diseducativo, ed è un vero peccato. Ci sono molte strutture architettoniche che verrebbero sicuramente valorizzate con interventi da parte di validi artisti Street. In effetti, l’architettura ha ormai perso gran parte della valenza artistica che aveva nei secoli passati: la Street potrebbe contribuire a ravvivare i palazzi moderni, che sono troppo grigi. Ma questo proprio con una sinergia a livello progettuale, sin dall’inizio.

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Sten e Lex (diminutivi di Stephan e Alex N. d. A.) sono considerati tra i primi diffusori dello “stencil graffiti”  nell’ambito della Street Art in Italia. Girando per i quartieri di San Lorenzo e Pigneto a Roma, si possono ammirare le loro straordinarie opere che arricchiscono e contribuiscono a rendere vive ed avvolgenti queste vie della città; anche presso la Galleria Doppelgaenger le opere di Sten Lex risvegliano le pareti.

Se da un lato troviamo gribouillis, dall’altra è possibile apprezzare sperimentazioni sia variopinte che monocromatiche.
I colori che queste opere sprigionano sono travolgenti, avvicinandosi ad esse si scopre che l’esplosione cromatica è creata con frammenti di  poster ritagliati e incollati.HVEB9902

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La nostra arte è imposta e violenta. Non abbiamo la pretesa di decorare la città.

Se avessimo il rispetto della città non faremmo quello che facciamo.

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Ad avermi colpito è anche la “finitezza” delle opere data dalla tecnica dello “Stencil Poster”. Si parte dal poster con l’immagine il quale viene poi ritagliato come uno stencil ed affisso al muro come un manifesto. Col tempo e per merito degli agenti atmosferici il poster si deteriora per lasciar spazio all’immagine impressa sul muro. Solitamente restano attaccati alcuni brandelli di poster che non sono altro che residui della matrice.

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Dipingendo sui muri di una città partecipi, in qualche modo alla sua evoluzione, te ne appropri e gli interventi che apporti la cambiano solo in maniera temporanea. Solo una generazione romana si ricorderà di chi furono Sten e Lex.

In un contesto postmoderno come il nostro, caratterizzato dal tramonto di tanti progetti di comprensione dell’essere che avrebbero dovuto orientare l’esistenza del singolo e della società,  ripensare il problema della finitezza davanti alle opere di Sten Lex diviene quasi spontaneo e immediato.

A questa problematica esistenziale le opere di Eltono sembrano lì appositamente per indicarci la via. L’artista francese infatti propone bassorilievi di legno che riproducono frammenti della città vecchia barese. I “percorsi aleatori”sono stabiliti dal lancio di un dado e resi sotto forma di intrecci di linee a tinte piatte, in due o tre dimensioni.

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Prima di andarmene vengo esortato a visitare la terrazza, dove il collettivo belga degli Hell’o Monsters ha sapientemente decorato le pareti con figure ermetiche e bizzarre. Sembrano dei geroglifici egizi che però vengono quasi desacralizzati attraverso la combinazione con simboli contemporanei come “smile” ,che li rendono più diretti ed immediati.

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